Il Nure e il Trebbia

2010
08.06

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Capita spesso di guardare sempre l’erba del vicino. Non ci accorgiamo di quanto il nostro orticello possa essere bello. Dimenticando di poter anche gustare le albicocche del nostro frutteto piuttosto che andare alla scoperta di altre coltivazioni. E così, voltandomi verso la collina, ho immaginato uno dei tanti percorsi nelle vallate piacentine. E invece di parlare unicamente della principale meta turistica del luogo, ovvero la Val Trebbia, le affiancherò un altro scorcio da cui proviene il sottoscritto: la poco conosciuta quanto incantevole Val Nure.

Ora, avendo la presunzione di dire che provengo da tal posto – in parte vero, dal fatto che viva proprio alla base di questo percorso tra i colli, oltre che esserci nato – il mio potrebbe sembrare un discorso ampiamente di parte. Ma l’oggettività non fa parte di questo mondo e in particolar modo di questo blog, il cui unico scopo è raccontarlo.

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La Val Trebbia – illuminata dalla luna piena ad inizio articolo – offre non solo un magnifico paesaggio ma anche diverse località d’interesse come Rivalta, Rivergaro e la più nota Bobbio. Se questi tre luoghi rispettivamente di castelli, divertimento e cultura non ci accontentano, non facciamo che salire in direzione Genova, per meritarsi – sempre che sia estate – un fresco tuffo nelle gelide ma limpide acque del Trebbia, cui da il nome alla vallata.

Viceversa la Val Nure attira decisamente – e ingiustamente – meno visitatori. Tolta la celebre quanto finta – eccetto il non visitabile castello – Grazzano Visconti, non sono molte le cittadine particolarmente conosciute e risultano quindi povere d’interesse per i molti. Passando da Ponte dell’Olio, attraverso Bettola, si raggiunge una prima e sorprendente meta: Farini non eccelle in chiese o edifici medievali ma lascia davvero stupiti nel mostrare la vallata cui fa parte. Dalla piazzetta sottostante il campo da calcio, l’impatto visivo – ed emotivo – è notevole, accentuato ancor di più da un tramonto estivo che sta per arrivare. E proseguendo il nostro cammino verso Ferriere, arriveremmo a Passo Crociglia, una porta sulla Val d’Aveto. Dove tutti noi ci lasceremmo trasportare qualche ora dal silenzio dei monti attorno a noi.

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Sono stato un po’ ìmpari – dalla priorità nel titolo – nel trattare questi due, comunque magnifici, posti. Ma quando si scrive c’è ricordo e il ricordo è sempre sentimento. E su quello non c’è par condicio che tenga.

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