
Paese dipendente in larga misura dalla pesca, attento alle nuove frontiere offerte dai giacimenti di idrocarburi scoperti da pochi anni, il turismo in Groenlandia non è mai realmente decollato sia perché limitato alla stagione estiva (unico periodo nel quale le temperature risultano “miti”, non superando comunque la soglia dei 10°C) sia perché i costi sono ancora tutt’altro che abbordabili.
Forse una delle poche terre a non aver conosciuto in nessuna fase storica le disgrazie della guerra, la Groenlandia (letteralmente e non a caso Terra degli uomini) offre numerose mete visitabili a seconda di esigenze e gusti: è da preferire, ad esempio, la Groenlandia Centrale se non si vuole rinunciare alle comodità della vita in città pur ammirando un paesaggio da favola, ma è sicuramente l’esperienza offerta dalla Groenlandia Meridionale quella più suggestiva e densa di emozioni. Proprio da queste terre, infatti, deriva il nome dell’isola attribuito dal vichingo Erik il Rosso (esiliato dall’Islanda per omicidio).
Da non perdere l’insediamento di Alluitsup Paa nonché l’accogliente e folcloristica cittadina di Qaqortoq, che ha dato il nome ad un meteorite di considerevoli dimensioni (4 milioni di tonnellate) che sarebbe caduto il 9 dicembre del 1997 tra le 8 e le 21 nel Southern Greenland Icecap.
Gli alberghi, non offrono certo i confort di un cinque stelle europeo o di un villaggio vacanza in luoghi tropicali, ma risultano comunque confertevoli nella loro semplicità. Ne potrebbe uscire un viaggio affascinante alla ricerca di un reale contatto con la natura, reale padrona di qualsiasi escursione.